1000…1000

 

Durante la seconda parte degli anni 60, il movimento rivoluzionario riprende lo slancio in differenti punti del globo.

Dal 67 diversi scioperi scoppiano; per esempio nel Limbourg (Belgio), lo stesso anno in Italia, l’autunno è molto movimentato, maggio 68 fu ugualmente caldissimo in Francia, nel 70 in Polonia conosce uno sciopero insurrezionale, senza dimenticare le rivolte dei ghetti americani, ed anche le ribellioni nelle prigioni in Francia, in Italia, in America, ecc…

Queste differenti lotte attraverso il mondo ci provano la riapparizione della violenza e del movimento rivoluzionario, e ciò che si traduce con il rifiuto e la negazione totale dei sindacati, ed anche con la lotta per l’abolizione delle gerarchia e il sabotaggio della produzione e delle merci nelle fabbriche, ecc…

In Spagna la riapparizione del movimento rivoluzionario si è manifestata attraverso lotte simili alle lotte del resto del mondo; la generalizzazione dei comitati di fabbrica per condurre la lotta contro il sistema di sfruttamento e di oppressione del capitale, il boicottaggio totale dei sindacati (primavera 71), gli scioperi selvaggi ed azioni violente nelle fabbriche e quartieri (AEG di Tarrasa, Harry Walzer, Seat, Erandio, Granata, Ferrol, San Andrian, Sardanyola, Pamplona, ecc…).

Queste lotte si presentano come la volontà di auto-organizzazione della classe operaia per la distruzione del sistema e dello stato capitalista e per l’instaurazione del comunismo.

In questa riapparizione del movimento rivoluzionario, l’unico intervento possibile dei –comunisti- si situa al livello dell’assolvimento dei compiti che il movimento pone nella sua lotta per l’abolizione del capitale. La proliferazione su scala mondiale di gruppi specifici corrisponde precisamente alla forma di organizzazione caratteristica dei comunisti per condurre a buon fine la realizzazione dei compiti, di più ogni gruppo adotta forme concrete di intervento secondo la situazione storico-geografica.

Il MIL è una di queste forme concrete che adottano i gruppi specifici di Catalogna per sviluppare il lavoro di agitazione con atti e parole.

Nel momento in cui gli scioperi selvaggi fanno la loro apparizione, il 1000 è nato per appoggiare queste lotte. L’appoggio e la partecipazione del 1000 consiste nella –pubblicazione- dei testi deliberatamente dimenticati dalla controrivoluzione. Per i –comunisti- porre oggi il problema dell’abolizione del capitalismo significa demistificare il riformismo e i gruppi riformisti che non sono altro che l’estrema sinistra del programma capitalista. E’ la presenza di gruppi e di ideologie che ponendosi come avanguardia della classe operaia, ci ha spinto ad adottare questa posizione radicale: la strategia della miseria alla miseria della strategia.

La realizzazione dei compiti che il 1000 si è prefissato ha richiesto un lungo processo di infrastrutture.

Durante questi ultimi anni, il 1000 ha sviluppato contemporaneamente l’agitazione e la preparazione della sua infrastruttura.

E’ la regione per cui il 1000 ha dovuto rompere con un gruppo di base, perché quest’ultimo presentava la lotta rivoluzionaria come modello di lotta da seguire, mentre il 1000 si metteva a disposizione dei gruppi di base –espropiando- banche, -socializzando- il macchinario tipografico per la stampa.

La violenza rivoluzionaria che sviluppano i gruppi specifici è una risposta globale del proletariato alla violenza fisica del capitalismo. Le manifestazioni di rabbia sono delle espressioni di guerra civile latente. Il compito dei gruppi specifici è l’approfondimento comunista di questa situazione sociale. L’appoggio all’agitazione come il processo di creazione di infrastrutture necessarie, ci hanno portati all’organizzazione di un gruppo politico-militare, ciò che era in contraddizione con il compito di approfondimento comunista che ci eravamo proposti all’inizio. Di fronte a questa realtà il 1000 si autodissolve. I comunisti che appartengono al 1000 continuano unicamente il lavoro di agitazione attraverso dei gruppi specifici denominati GAC (Gruppi autonomi di combattimento). Nel settembre 73 certi comunisti organizzati in diversi gruppi autonomi di combattimento vengono arrestati dalle forze armate del capitale.

Oggi la destra e la sinistra politica del capitale cercano di giustificare con tutti i mezzi il bisogno di distruzione del loro antagonista: il comunismo.

Noi comunisti del GAC-settembre 73 consideriamo che l’intensificazione delle lotte per la distruzione del sistema carcerario che genera la repressione, è il migliore modo di sviluppare la solidarietà rivoluzionaria con le vittime della repressione.

Facciamo appello a tutti i rivoluzionari del mondo perché la lotta contro la repressione continui, come la demistificazione di questa repressione, conseguenza logica e fatale del capitalismo. Facciamo ugualmente appello perché continui la diffusione di testi storici delle lotte attuali che pongono i problemi del comunismo nelle diverse parti del mondo, e che vengono censurati dalla controrivoluzione. Chiediamo anche che la violenza rivoluzionaria sia ricondotta al suo contesto reale: cioè guerra civile rivoluzionaria; e infine facciamo appello a tutti i rivoluzionari perché intervengano per approfondire le contraddizioni sociali del sistema capitalista.

Né martiri, né processi, né prigioni, né salariato.

 

Gruppo Autonomo di lotta- settembre 73

dicembre 73-prigione Modello di Barcellona.