25/12/2004: Comunicato: Udienza preliminare del Tribunale di Trani contro la libertÓ di


Il 17 dicembre si Ŕ celebrata presso l'aula bunker del carcere di Trani, l'
udienza preliminare dell'inchiesta per "apologia sovversiva" a carico del
direttore de Il Bollettino dell'ASP G. Maj e di 14 prigionieri delle Br-Pcc.
Tale inchiesta, messa in piedi da un Pubblico Ministero (PM) della Procura
del Tribunale di Trani, Ŕ in relazione ad un documento politico sull'
uccisione del guslavorista D'Antona. Lo scritto incriminato fu messo agli
atti del tribunale di Trani nel giugno del '99, come di solito avviene,
durante un procedimento giudiziario a carico dei 14 brigatisti e
rivoluzionari prigionieri che lo avevano firmato.
Per il diritto di cronaca politica, per il diritto costituzionale di libertÓ
di espressione ideologica e politica, e soprattutto per la consuetudine
politica di dare voce ai rivoluzionari prigionieri costantemente sottoposti
a censura dalle AutoritÓ e dalla stampa borghese, la redazione de Il
Bollettino dell'ASP decise di pubblicare quel documento nel marzo 2000 sul
numero 62/63.
La conclusione dell'udienza preliminare del 17 scorso Ŕ stata di rinvio a
giudizio per tutti gli indagati, poichÚ il Giudice per le indagini
preliminari (GIP) ha ritenuto validi le richieste del PM che insiste sulla
sussistenza del reato di sovversione. Per tale ragione il GIP ha ritenuto
valida la necessitÓ di approfondire ulteriormente le responsabilitÓ dei
supposti rei in sede dibattimentale. Per questo motivo il giudice ha fissato
il processo al 31 gennaio 2005.
A nulla per il momento sono valse le eccezioni mosse dal difensore di G.
Maj, avvocato Loconsole, circa il rispetto delle libertÓ sancite dalla
Costituzione, la libertÓ di espressione e di pensiero. Eccezione proposte
dall'avvocato anche in relazione alla giurisdizione, se mai ci fosse stato
reato, in quanto Il Bollettino viene stampato a Napoli e perci˛ tale
presunto reato di competenza del Tribunale di Napoli.
Come ASP e in quanto redazione de Il Bollettino, riteniamo di fondamentale
importanza che, al di lÓ della difesa tecnico legale, al di lÓ delle
divergenze ideologiche e politiche con e tra i soggetti posti sotto
inchiesta, venga difesa la libera espressione dei rivoluzionari prigionieri
e di tutta la stampa comunista, rivoluzionaria e sinceramente democratica.
Che ci sia, senza tentennamenti, la mobilitazione di tutte le Forze
Soggettive della Rivoluzione Socialista, delle associazioni dei lavoratori e
del proletariato, di tutti coloro che intendono difendere le libertÓ
costituzionali, di tutte quelle forze progressiste che provano nausea e
sdegno di fronte ad un potere politico e giudiziario borghese cosý
tracotante ed unilaterale. Questo potere al momento dipendente
principalmente dalla politica di oppressione e persecuzione della banda
fuorilegge del governo Berlusconi. Lor signori, mentre si autoassolvono dai
processi giudiziari per corruzione, evasione, truffa, mafia, ecc., frutto di
loro guerre intestine, sempre pi¨ calpestano le conquiste dei lavoratori e
della classe operaia che ha nno contribuito, in testa a tutte le masse
popolari, a cacciare il nazifascismo dall'Italia e che hanno combattuto per
sessanta anni il regime clericale e clientelare della Democrazia Cristiana.
La borghesia imperialista, pur di mantenere il suo traballante potere
politico ad alternanze di coalizioni intorno a Berlusconi e Prodi, non si fa
scrupolo di seppellire le sue stesse norme democratiche, dando mandato ai
suoi uomini ed apparati di repressione, con la scusa della "lotta contro il
terrorismo" di denunciare, perseguitare, arrestare, assassinare,
manganellare, perquisire, sequestrare, intimidire e terrorizzare quanti si
oppongono al suo nefasto regime economico, politico e sociale.
Il 31 gennaio organizziamo un presidio di lotta a Trani contro l'attacco
alla libertÓ di stampa, alla libertÓ di espressione politica, alla libertÓ
di pensiero, alla libertÓ di associazione politica sempre pi¨ attaccato
dalla borghesia con il famigerato fascista articolo 270 del cpp e sue
varianti.
La solidarietÓ Ŕ un arma, usiamola fino in fondo!

"Quando sono venuti a cercare i comunisti, non ho detto niente, non ero
comunista. Quando sono venuti a cercare i sindacalisti, non ho detto niente,
non facevo il sindacalista. Quando sono venuti a cercare gli ebrei non ho
detto niente, non ero ebreo. Quando sono venuti a cercare i cattolici, non
ho detto niente, ero protestante. Poi sono venuti a cercarmi. Non restava
nessuno per protestare." Martin Niem÷ller



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