25/10/2005: Intervento del Comitato Promotore sull'ingresso della Turchia in Europa


Contro lo stato fascista turco e l'imperialismo europeo Onore ai 17 militanti comunisti del MKP assassinati Solidarietà con i prigionieri rivoluzionari in Turchia e in Italia.
È di questi ultimi giorni la notizia che, grazie all'accordo raggiunto con i paesi Ue sul riconoscimento di Cipro da parte del governo turco, la strada verso l'apertura di negoziati formali per l'ingresso della Turchia in Europa appare in gran parte spianata e secondo la quasi totalità dei paesi membri dell'Unione, che si dichiara soddisfatta del risultato, non dovrebbe essere rinviata di molto la data del 3 ottobre, già precedentemente fissata, per avviare i negoziati.
Dopo qualche ipocrita schermaglia sulla questione delle violazioni dei diritti umani in Turchia, le potenze imperialiste europee hanno quindi deciso che è legittimo da parte loro dare inizio alle procedure per accogliere come stato membro un paese che esercita terrorismo aperto sulle minoranze e sulle forze politiche di classe, che calpesta quotidianamente i più elementari diritti della classe operaia, delle masse popolari e
delle popolazioni curde, che sistematicamente si rende artefice di persecuzioni,
massacri e torture nei confronti di militanti di organizzazioni progressiste, rivoluzionarie e comuniste, messe fuori legge.
Il regime fascista turco si è reso responsabile del lento assassinio di centinaia di prigionieri politici, rinchiusi nelle celle di tipo 'F' che non sono altro che vere e proprie 'bare' di cemento. Contro questo tipo di trattamento, molti detenuti diedero avvio nel 2000 ad uno sciopero della fame fino alla morte, al quale il governo turco rispose con un feroce simultaneo attacco militare a 20 carceri, con bombardamenti e utilizzo di elicotteri e bulldozer nel tentativo di placare l'eroica rivolta.
In questo quadro va inserito l'ultimo efferato massacro, avvenuto a sangue freddo il 16 giugno scorso, di 17 militanti, tra i quali anche noti dirigenti, del Partito Comunista Maoista della Turchia e del Kurdistan del Nord (MKP), ad opera dell'esercito turco, che assaltò il gruppo di compagni che si stava recando al secondo congresso del partito, con elicotteri e oltre 1000 uomini, lasciando sul campo corpi straziati e mutilati.

Di fronte a tutto questo l'Unione europea si appresta a riconoscere la Turchia come stato membro.
D'altronde nella stessa Europa, dietro una facciata di democrazia e civiltà, avanzano processi repressivi e di limitazione dei diritti democratici che si traducono nella generalizzazione di leggi speciali cosidette antiterrorismo, nel tentativo di realizzare di fatto una messa fuori legge delle forze comuniste e delle forze rivoluzionarie in Europa e nel resto del mondo e nella persecuzione degli immigrati.
Non va nemmeno dimenticato che lo stato ultrareazionario turco, avamposto dell'imperialismo in Medio Oriente, ha ottenuto dai paesi imperialisti occidentali, l'inserimento di diverse organizzazioni democratiche e rivoluzionarie turche e curde nelle liste internazionali antiterrorismo (le famigerate liste nere). Quelle stesse liste che hanno così permesso, con la fabbricazione di una montatura ad hoc, l'arresto in Italia
nell'aprile 2004 (e in quest'occasione è stato applicato per la prima volta l'articolo 270
ter, ovvero "Assistenza agli associati") di due esuli politici turchi, accusati di essere militanti del DHKP-C.
Tutto questo mentre, sempre negli stessi paesi imperialisti, le lotte e le rivendicazioni dei lavoratori e dei movimenti vengono criminalizzate e sempre più represse.
È per questo che noi, con l'inizio dei negoziati per l'entrata della Turchia in Europa, proponiamo di sviluppare momenti di discussione e di mobilitazione in ogni territorio, in onore dei 17 comunisti turchi massacrati lo scorso giugno, in solidarietà con i prigionieri politici turchi in carcere in Turchia e con quelli tuttora detenuti in Italia.

Comitato Promotore della Campagna Nazionale contro l'art. 270 e contro tutti i reati associativi
Ottobre 2005

http://www.autprol.org/