14/11/2005: LIBERTÀ IMMEDIATA PER I COMPAGNI ARRESTATI


Sabato 12 novembre, durante la manifestazione organizzata a Bergamo contro le condizioni carcerarie e in solidarietà a compagni e immigrati prigionieri, la polizia ha caricato ripetutamente i manifestanti. L'azione repressiva degli sbirri si è conclusa con 26 fermi e il successivo arresto di 14 compagni, trasferiti nella notte nel carcere di Bergamo in attesa del processo per direttissima di lunedì mattina.
Tra questi 3 compagni del Gramigna di Padova. I fermi sono stati in gran parte effettuati dopo le cariche e il lancio di lacrimogeni, quando i compagni si stavano già disperdendo per le vie della città per tornare a casa. Polizia e carabinieri hanno aperto così una vera e propria caccia all'uomo, prelevando persone a caso e in alcuni casi anche pestando e minacciando.
Tra i capi d'imputazione ci sono: adunata sediziosa, travisamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e accensioni pericolose.
Non c'è motivo giustificato per cui i questurini abbiano deciso di rilasciare solo 12 compagni su 26; l'unica spiegazione sta nel fatto che 11 dei 14 arrestati provengono da altre città e da altre nazioni. Si spiega così il chiaro intento di voler colpire la solidarietà dei compagni che sono arrivati a Bergamo per voler contribuire in maniera militante alla lotta contro le condizioni di detenzione e in generale ai prigionieri politici.
Polizia e magistratura attaccano la solidarietà e la lotta con metodi sempre piu' illegittimi: usano articoli del codice fascista Rocco rispolverandoli dal ventennio, sgomberano e manganellano gli studenti e gli operai che scendono in piazza per rivendicare una vita dignitosa, criminalizzano tutte le lotte dei proletari che, da Parigi alla Val di Susa, dalla Fiat alle univesità, assumono un carattere sempre piu' di classe.
Creano un terrore pianificato tra la gente col fine di giustificare i loro sporchi metodi repressivi e di dividere le masse minando la solidarietà di classe. Questo è il frutto della politica del ministro Pisanu, che da bravo boia dà mano libera agli sbirri in tema di repressione; fermi di 24 ore senza la possibilità di vedere avvocati o familiari, perquisizioni ingiustificate, massimo potere in mano agli sbirri che possono agire di fronte a un sospetto e senza prove, uso dispiegato degli articoli di reati associativi come il 270 e 270 bis.
I signori in doppio petto del parlamento hanno davvero paura di tutte le mobilitazioni che si stanno susseguendo a livello nazionale, colpiscono le avanguardie e arrestano i compagni. Ma la loro sudicia repressione non ferma la lotta, lo dimostra anche la rivolta scoppiata sabato stesso all'interno del carcere di Bergamo. L'unità tra i proletari e tra gli oppressi è molto piu' forte della repressione, che non ha fermato e non fermerà la lotta a sostegno dei prigionieri rivoluzionari. Teniamo alta l'attenzione sul processo di lunedì e stringiamoci al fianco dei compagni rinchiusi.

FUORI I COMPAGNI DALLE GALERE, LA REPRESSIONE NON CI FERMERÀ!

SE LA GIUSTIZIA BORGHESE È VIOLENZA, LA GIUSTIZIA PROLETARIA È RESISTENZA!

CPO GRAMIGNA
COLL. STUDENTESCO VALLE GIULIA
C.DOC. COMANDANTE GIACCA

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