27/09/2006: Ululati alla luna


Visto le nostre condizioni di prigionieri si premette che questo racconto satirico è un’opera di fantasia, qualsiasi analogia con fatti e persone è assolutamente casuale (sic!)

Siamo in sciopero della fame a staffetta, il direttore del carcere, bontà sua, ci concede un incontro collettivo.

Direttore: figlioli, ma perché mi fate questo? Devo andare in vacanza e voi vi mettete a reclamare, a protestare, a scrivere ai politici, ai giornali…
Carmelulk: un nostro compagno è stato picchiato, umiliato…
Direttore: ma che dite! È stato solo immobilizzato per paura che si facesse male da solo… Fate i bravi, mangiate, io vi voglio bene, state tranquilli ci sono io che penso per voi…
Carmelulk: “Sta carogna! Il problema è proprio lui che pretende di pensare per noi, il carcere è criminogeno proprio perché ti vuole piegare alla sua volontà…”
Mimmoski: non ce la faccio più a vivere con prescrizioni irragionevoli e non giustificabili…
Aldulk: non siamo mai ascoltati, siamo abbandonati a noi stessi…
Francoski: vogliamo studiare, lavorare, insomma vogliamo un carcere più umano…
Massimando: l’orrore più grande di questa prigione è l’inattività, la noia, il nulla…
Ciccioski: vogliamo che ci siano garantite condizioni di vita più dignitose, che siano rispettate le “vostre” leggi, i regolamenti, le circolari, i principi della nostra costituzione, in uno stato di diritto i poteri sono esercitati nel rispetto delle leggi…
Direttore: non v’accavallate… parlate uno per volta…
Aldulk: “Sto infamone! Si crede Biscardi al processo del lunedì!”
Direttore: vi prometto…
Alessandroski: non prometta nulla, non faccia come Berlusconi con le sue promesse elettorali, lei è come lui, un venditore di tappeti volanti… lei ragiona male, malissimo…
Aldulk: anzi, non ragiona affatto…
Carmelulk: si autoassolve sempre e comunque imputando alla sicurezza, alla struttura e alla mancanza di soldi le carenze di questo carcere…
Aldulk: invece il problema è solo lei…
Direttore: io vi faccio del male per il vostro bene…e tu Ruffianulk non dici niente?
Ruffianulk: illustrissima signoria vostra, lei per me è come un padre, ma che dico! Lei per me è come Dio…qui si sta benissimo… io qui sto meglio che a casa mia, magari tutti i direttori fossero così buoni, belli, alti, biondi come lei…
Mimmoski: “Che ruffiano…ma s’è moro…”
Direttore: non esagerare… faccio solo il mio dovere, perché non prendete esempio da Ruffianulk…
Francoski: non sarò mai un ruffiano come buona parte dei detenuti… sono troppo orgoglioso per strisciare ai piedi di nessuno.
Massimando: nessuno mi sottometterà mai alla stupidità umana…
Direttore: Comandante dica qualcosa lei…
Aldulk: “Buono questo! L’estate scorsa s’è presentato al passeggio con i manganelli per avere osato chiedere un colloquio con lui e l’altro giorno ha schiaffeggiato un detenuto…”
Comandante: un uomo in carcere non conta più nulla, diventa un giocattolo in mano al comandante…
Direttore: “ Comandante… un po’ di diplomazia non guasta…”
Comandante: il carcere deve essere una vendetta della società sul criminale, deve tendere a fare del condannato una persona peggiore di quando è entrato…
Carmelulk: “È veramente complessato, è più grande il berretto che porta in testa che lui ed ha sette centimetri di tacchi nelle scarpe, si crede Napoleone, ci assomiglia solo nell’altezza…”
Direttore: il comandante non ha tutti i torti, il carcere deve essere anche un luogo di sofferenza…
Carmelulk: va bene! Siamo “d’accordo” con lei, che il carcere deve essere anche un luogo di sofferenza, ma così com’è non è neppure questo; è solo una fabbrica di stupidità che ci sta rendendo scemi e ci sta facendo incazzare…
Aldulk: si vive come topi dietro le sbarre, non chiediamo molto, solo umanità e legalità, perché in questo carcere non si vive in modo umano…
Carmelulk: qui non esiste la ragione, esiste solo la prepotenza istituzionale… sono stato punito per essere promotore di uno sciopero della fame, come se io potessi proibire alla gente di mangiare…Siamo stati solidali con il nostro compagno… dottore, dovrebbe sapere che la solidarietà differenzia il mondo delle persone da quello degli animali. Il particolare, la solidarietà in carcere è un sentimento molto prezioso per difendersi dal mondo ostile in cui i detenuti vivono…
Invece il comandante è andato al primo piano a minacciare i detenuti che facevano lo sciopero della fame.
Aldulk: la solidarietà è un nutrimento per la vita, si può vivere anche senza, ma in questo caso si sopravvive… ed in tutti i casi chi partecipa o attua una protesta pacifica non dovrebbe essere punito.
Alessandroski: in questo carcere le persone non possono che peggiorare, perché s’è circondati e sommersi da una cultura e mentalità ostile, arrogante, ingiusta…
Massimando: ci trattate come cani ciechi e scemi in un canile e ci impedite persino di abbaiare alla luna e per un cane abbaiare alla luna, al cielo e alle stelle, è tutto…
Ciccioski: ci volete spegnere qualsiasi tipo di ribellione e di critica, non ci volete correggere, ma solo assoggettarci e farci perdere l’abitudine di farci ragionare su noi stessi…
Francoski: in questo carcere esiste un regime esclusivamente della forza e dell’ignoranza… ci volete insegnare ad ubbidire e non ad essere semplicemente noi stessi, per voi nessun detenuto dovrebbe avere una volontà propria.
Aldulk: a voi vi sono simpatici solo i detenuti come Ruffianulk… che vi danno sempre ragione e che non si lamentano mai… la verità è che sia lei che il comandante concepite il carcere di Nuoro come se fosse un vostro feudo.
Carmelulk: con la vostra arroganza, le vostre continue provocazioni, scelte stupide e repressive sembrate lavorare per creare le condizioni idonee all’esplosione della situazione e solo il nostro buon senso lo sta impedendo.
Mimmoski: tutte le volte che vogliamo fare qualcosa di positivo fate di tutto per boicottarci con continui rifiuti di qualsiasi progetto culturale e formativo…
Ciccioski: dottore, lei dovrebbe aver studiato che nessun popolo potrà mai essere costretto a sottomettersi ad una forma di governo che non è disposto a rispettare. Quindi tutte le angherie, vessazioni e dispetti che da lei subiamo non faranno altro che renderci più forti e più determinati…
Massimando: lei ed il comandante, con noi non potrete mai vincere perché non avrete mai il nostro rispetto, anzi il male gratuito che ci fate ci rende più forti perché ci fa sentire migliori di lei…
Carmelulk: direttore, lei ci disprezza e considera i detenuti inferiori, ci combatte come se fossimo dei nemici. Una volta mi ha rinfacciato che io con lei ho sempre perso tutte le battaglie ma io, a differenza sua, non ho bisogno di vincere, io ho già vinto, tutto ciò che devo fare è tenere la testa alta, non avere paura di lei e del male che mi può fare…
Direttore: ma perché mi dite queste cosa… mi fate stare male, di che cosa vi lamentate…
Alessandroski: siamo abbandonati a noi stessi e stiamo chiusi in cella 21 ore su 24, nessuno si cura di noi, ci contate diverse volte al giorno per vedere se ci siamo tutti, nulla di più.
Ciccioski: un trattamento carcerario così ci sta rendendo scemi: niente sale per attività artigianali, niente corsi scolastici, niente palestra, niente accesso fisico alla biblioteca, niente sala lettura/computer, niente stampante…unica via d’uscita da questo niente infame è il cortile dove si può correre ma dopo, sudati, non si può fare la doccia, ci si può lavare solo alla sera durante la cena…
Aldulk: topi che si sentono a casa loro, che corrono avanti ed indietro e ti assaltano mentre dormi…
Francoski: lei è un direttore invisibile, assente, mentalmente pigro, non mantiene le promesse, quello che dice oggi lo smentisce domani…
Mimmoski: abbiamo un comandante arrogante che non vede al di là del suo grosso cappello che si mette nelle grandi occasioni, siamo in balia dell’illegalità più assoluta, siamo al di sotto del livello di civiltà e stiamo vivendo al limite della sopravvivenza…
Carmelulk: le ricordiamo che il nostro livello di maturità e responsabilità sta per esaurirsi, se dobbiamo vegetare meglio stare male lottando.
Francoski: anche lei deve rispettare le leggi ed i regolamenti…
Aldulk: vogliamo ricordarle il dettato costituzionale che assegna alla pena una funzione rieducativi e non vendicativa…
Ruffianulk: gentilissimo e misericordioso direttore, avrei una cosa personale da chiederle…
Alessandroski: Ruffianulk, non siamo qui per parlare dei problemi personali, ma di quelli collettivi…
Comandante: fatelo parlare… io sono convinto che un detenuto, come qualsiasi altro cittadino, può e deve esprimere il proprio pensiero…
Carmelulk: “Sto picchiatore nazista e fascista con Ruffianulk fa il democratico”.
Ruffianulk: grazie signor comandante, questo mese potrei avere un’altra telefonata premiale in più?
Massimando: “ma sta carogna… se ne ha già avute due”.
Direttore: ma certo, sicuro… prendete esempio da Ruffianulk, che chiede le cose con umiltà e non con arroganza, come fate voi…
Ciccioski: non dovrebbe essere chi governa e chi comanda ad essere umile? Bisogna sentirsi piccoli per essere grandi…
Aldulk: lei, dottore, oltre alla libertà ci vuole togliere anche la dignità, la nostra personalità, persino la nostra anima, con me non ci riuscirà mai… sui nostri corpi, purtroppo, lei ha un potere assoluto, ma non avrà mai nessun potere sulla mia mente.
Mimmoski: lei ci vuole eliminare, distruggere e coprirci vivi di sbarre e cemento…
Francoski: ma si rende conto di come viviamo? Spazi ridotti, vita insalubre, assenza costante d’intimità, attività d’intrattenimento zero, carenza d’igiene, pessima alimentazione, insomma viviamo come animali in gabbia ed adesso ci picchiate anche…
Massimando: le ricordiamo che il detenuto, con il carcere, non perde i diritti sociali come lo studio, il lavoro, la salute previsti dalla nostra costituzione… ci dobbiamo comprare le medicine e per fare una visita specialistica bisogna aspettare anni e secoli per un dentista.
Direttore: ma siete sempre a lamentarvi, a reclamare ed a protestare…
Francoski: quando ci si sente invisibile si fa qualsiasi cosa per farsi vedere…
Carmelulk: la qualità di chi comanda fa la differenza, è ovvio che quando in un carcere c’è un buon direttore ed un buon comandante le proteste sono rare… in queste condizioni ogni forma di protesta è legittima ed useremo lo sciopero della fame come ultima arma per chiedere che sia rispettata la nostra dignità di persone…
Aldulk: la frustrazione dei diritti negati, spesso senza motivazione ed ancora più spesso senza risposta ci fa incazzare… di molte restrizioni non si capisce il senso, visto che non sono motivabili con ragioni di sicurezza e non spiegabili se non in una logica punitiva fine a sé stessa…
Ciccioski: alle ingiustizie bisogna ribellarsi, soprattutto quando esse vengono inflitte in nome della giustizia.
Mimmoski: un direttore intelligente e sensibile dovrebbe saper “ascoltare” la voce concreta dei cittadini detenuti che spesso “parlano” soltanto attraverso le loro oggettive condizioni di esistenza…
Direttore: io mi preoccupo per la vostra salute, lo sciopero della fame vi fa male…
Ruffianulk: ve l’avevo detto che il direttore è buono… se non mangiamo sta male…
Aldulk: “Non ho ancora capito se è più scemo che infame… questi tipi di detenuti sono attratti più dalla prospettiva di sopravvivere che da quella di migliorare la qualità della propria esistenza”.
Massimando: quando non puoi fare nulla, meglio che ti fai del male da solo piuttosto che te lo facciano i tuoi aguzzini…
Carmelulk: qui accade spesso che il detenuto ha ragione, ma ha torto in quanto detenuto ed il custode ha ragione in quanto aguzzino…
Comandante: avete visto, i vostri compagni d’alta sicurezza hanno smesso subito lo sciopero della fame…
Mimmoski: i detenuti, qualsiasi tipo di detenuto, non dovrebbe mai tollerare l’ingiustizia, qualunque siano le forme d’oppressione, neppure quando lei viene con il bastone…
Aldulk: qui sono proibite le cose più elementari ed inoffensive, quelle stesse cose previste negli altri carceri e voi approfittate della rassegnazione dei detenuti… per esempio al primo e secondo piano c’è la completa assenza d’intimità anche per i bisogni corporali.
Direttore: pensate per voi… dite cosa volete… fate un elenco delle vostre esigenze e vedrò di accontentarvi, ma basta che smettete lo sciopero della fame e non scrivete più ai giornali ed ai politici…
Francoski: ci dia un po’ di tempo per pensarci…
Mimmoski: gli diamo la risposta domani…
Massimando: dobbiamo parlare anche con gli altri detenuti che qui non sono presenti…
Direttore: bene… mi darete la risposta domani…

Ci riuniamo al passeggio per discutere se smettere lo sciopero della fame e discutiamo queste rivendicazioni:
1) in riferimento al compagno picchiato dalle guardie e schiaffeggiato dal comandante, condanna assoluta della violenza da qualunque parte essa si manifesti;
2) accesso a turno di dieci persone nell’ex sala computer/scuola con computer, stampante e scanner per essere luogo propulsivo in campo creativo, per studiare, leggere, discutere, aiutare negli studi i compagni in difficoltà ecc.
3) visto che nell’istituto non ci sono luoghi e mezzi per svolgere attività sportiva si chiede la possibilità di fruire tre volte a settimana del campo;
4) valutare la possibilità, per noi molto importante, di concedere alla domenica e nei giorni festivi la socialità nella stanza sia per poter consumare un pasto in compagnia che per migliorare i nostri rapporti sociali (si esce da una stanza e si entra in un’altra senza nessun pericolo per la sicurezza o disturbo per la custodia);
5) attivarsi per darci la possibilità di diplomarci con un corso di liceo;
6) richiesta di presenza assidua e contatti diretti con il direttore.

Massimando: c’è da fidarsi? Se smettiamo adesso lo sciopero della fame poi sarà più difficile mettersi d’accordo per ricominciare…
Ruffianulk: non fidatevi, è un traditore, ricordatevi che già nell’altra protesta non ha mantenuto le promesse…
Francoski: Ruffianulk, ma sei proprio un vigliacco, davanti gli parli bene e di dietro gli parli male… comunque non abbiamo alternativa… dobbiamo accettare il dialogo.
Mimmoski: io non mi fido, ci fregherà come l’altra volta, ma questa volta mi è sembrato sincero…
Carmelulk: è più facile credere che un cattivo faccia il bravo, piuttosto che un cattivo diventi bravo… ma la protesta non può andare all’infinito, meglio smettere adesso a testa alta che in seguito quando ci mancheranno le forze…
Aldulk: più che del direttore non mi fido del comandante, ormai si è capito che è lui che porta i pantaloni in casa…
Ciccioski: siamo tutti d’accordo, oggi smettiamo lo sciopero della fame…

Dopo un mese: ancora una volta il direttore ci ha ingannati, la nostra vivibilità è rimasta com’era prima… L’istituto di Nuoro è un carcere fuorilegge ed il ministero di Giustizia lo usa per i detenuti che ritiene irriducibili, così lo diventano ancora di più…

estate 2006
Carcere di Nuoro
di Carmelo Musumeci e Aldo Gionta

http://www.autprol.org/