13/04/2007: 11 luglio 2006 – 11 aprile 2007: 9 mesi di ingiustizia! 9 mesi di repressione coloniale!


LE IDEE NON SI INGABBIANO!
L’11 aprile 2007 sono trascorsi esattamente nove mesi da quando i militanti di “a Manca pro s’Indipendentzia” sono stati incarcerati. Di fatto, lo stato italiano sta facendo scontar loro una pena senza processo né condanna. A tutt’oggi infatti, nonostante il tempo passato, le indagini non sono ancora chiuse.
Quella dell’11 luglio non è stata la prima azione di questo tipo in Sardigna.
Il 30 marzo 2006 sono state arrestate altre tre persone con lo stesso articolo di legge e sono state deportate in carceri italiane ad elevato indice di vigilanza. Sono Ivano, Paolo e Antonella. La situazione di deportazione ha comportato notevoli difficoltà: l’impossibilità degli incontri con i familiari, con il proprio legale per poter predisporre un’adeguata difesa, le spese economiche e non ultimo lo sradicamento dalla loro terra e l’allontanamento coercitivo dal proprio essere sociale e culturale, oltre che la privazione preventiva della libertà.
Sono accusati di un attentato e anche in questo caso le “prove” si basano sulle cosiddette “intercettazioni ambientali” con, fatto quanto mai paradossale, conversazioni avvenute in lingua sarda e trascritte da “traduttori” italiani!!!
Recentemente inoltre lo stesso impianto accusatorio nei confronti di Ivano, Paolo e Antonella ha subito un colpo che ne mina definitivamente l’intera credibilità. Gli stessi organi “inquirenti” hanno scoperto (guarda caso ben 5 mesi fa! Anche se la notizia è trapelata solo recentemente) che i volantini di rivendicazione attribuiti ai 3 compagni in realtà non sono stati scritti da loro!
Questi episodi paradossali, uniti ad altri che nel corso dei mesi hanno fatto capolinea sulla stampa sarda (la stessa Procura di Cagliari che parla di “coinvolgimento non chiarito” dei servizi segreti italiani nell’inchiesta Arcadia; le trascrizioni delle conversazioni intercettate completamente differenti dal contenuto dei nastri che gli avvocati hanno finalmente potuto ascoltare; persone accusate di aver preso parte a delle riunioni e per questo incarcerate, ma in realtà all’estero al momento dello svolgimento dei fatti di cui erano accusate) dimostrano l’inconsistenza dell’impianto accusatorio (occorre anche ricordare che nessuno dei militanti di aMpI è accusato di alcun episodio specifico!) e la reale valenza delle inchieste in corso: la criminalizzazione del movimento antagonista e indipendentista sardo e il tentativo di reprimere la legittima richiesta di autodeterminazione da parte del nostro Popolo.

Noi oggi rispondiamo all’attacco repressivo portatoci dallo stato italiano con la consapevolezza che il nostro nemico ha fallito il suo obiettivo, con l’impegno a continuare, con maggiore convinzione e determinazione, la lotta per l’Indipendentzia e per il Sotzialismu e con le parole dei nostri compagni...

“...State sereni!!
nove mesi non sono bastati a modificare il mio, il nostro spirito...
e l’approccio entusiastico alla lotta...
ne tanto meno hanno intaccato le profonde ragioni che da secoli, ciclicamente, spingono la parte migliore del nostro Popolo ad organizzarsi per sradicare il colonialismo dalla nostra Terra!!
W la lotta per l’Indipendentzia!!!
W la lotta per il Sotzialismu!!!”

Libero Pensiero del Patriota Comunista Sardu Presoneri, Marco Peltz

"Anche noi tre – come tanti altri compagni – ci troviamo a subire le 'loro' soluzioni, fatte di galere e repressione per il 'reato' di non avere abbassato o chiuso gli occhi davanti a questi orrori, condividendo con tanti altri momenti di lotta, per non essere risucchiati nel torpore della rassegnazione. Possiamo concludere affermando che, se essere comunisti è un reato, noi ci consideriamo colpevoli!
Siamo ancora convinti che l'utopia è una cultura che arricchisce chi sa coltivarla e praticarla, ed è una forte speranza per la quale vale la pena battersi.
Vogliamo infine ricordare quello che diceva il NOSTRO CONTERRANEO Antonio Gramsci, che di sicuro sarà ancora ricordato a lungo per quello che proponeva con i suoi grandi ideali, a differenza del piccolo 'teoreta' Pisanu, del quale rimarrà ben poco...
'Vivere vuol dire essere partigiani. Indifferenza è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti'".

Antonella, Ivano e Pauleddu, Prigionieri Comunisti

“...pranghet sardigna biende sos fizzos
e pranghet lacrimas chi sunu de oro
pro custos liberos de mente e de coro
chi fachen beros sos sardos disizzos...”

Predu Frantzisku Devias, Patriottu Comunista Sardu presoneri

http://www.autprol.org/