16/04/2009: Milano: RIPRENDIAMOCI IL 1° MAGGIO


Proposta dei compagni di Work, ai compagni del coordinamento e a tutte le realtà di lotta, per un 1° maggio internazionalista
La crisi economica mondiale si aggrava sempre più, acuendo le contraddizioni fra capitale e lavoro.
Cassa integrazione, licenziamenti, aumento dello sfruttamento, dei morti sul lavoro e di lavoro, razzismo, guerre e concorrenza fra lavoratori dividono la classe a tutto vantaggio dei padroni.
Con le attuali organizzazioni politiche e sindacali - che ritengono legittimo il profitto e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo - non è possibile nessuna difesa.
La mancanza di un’organizzazione di classe politico-sindacale adeguata a fronteggiare lo scontro attuale e il conflitto sociale porta gli operai - nonostante lotte di resistenza locali, a volte eroiche - a soccombere davanti alla forza organizzata dello Stato dei padroni che difende gli interessi della classe capitalista.

Da anni in Italia il 1° maggio, giornata di lotta internazionalista dei lavoratori di tutto il mondo per la loro emancipazione, è stato trasformato o in una giornata di festa, o di santificazione del lavoro salariato.
I sindacati confederali organizzano a Roma un grande concerto, i sindacati di base la “May-day parade”, la chiesa cattolica la festa di san Giuseppe lavoratore, nelle varie manifestazioni i sindacati di regime CGIL-CISL-UIL-UGL e i partiti (compresi quelli di sinistra), sostenitori di questo sistema da cui vengono foraggiati con milioni di euro, predicano agli operai la rassegnazione e la speranza in un mondo migliore con un po’ più di giustizia. Il tutto in un quadro che non metta, però, in discussione la società borghese.
Riprendere nelle proprie mani il 1° maggio con i suoi contenuti di classe per i proletari è diventata, oggi più che mai, una necessità.
Unificare le lotte di resistenza del proletariato italiano e straniero, senza delegare ad altri la loro rappresentanza, dimostrando nella pratica di lotta che la classe è UNA, con identici interessi ed un solo nemico, il capitale, è la sola possibilità che hanno oggi i lavoratori di dimostrare la loro indipendenza. Ricomporre la classe sui suoi interessi immediati e storici, rendere visibile anche fisicamente questi momenti, significa iniziare nuovamente a imporsi come soggetto politico sociale rompendo con chi ci vuole usare, come massa di manovra per scopi a noi contrari.
“Il nemico è in casa nostra” è la parola d’ordine, di lotta contro l’imperialismo italiano, ma anche per esprimere la necessità e la volontà di tutti i lavoratori di opporsi alla dominazione borghese, in primis quella di casa propria.

Per questo proponiamo a tutti i proletari, alle organizzazioni politiche e sindacali anticapitaliste, ai centri sociali, a tutti i compagni, di riprendere in mano il 1° maggio organizzando a Milano una giornata internazionalista di lotta (e, perché no, anche festa proletaria) con una manifestazione, al mattino (di cui stiamo ancora verificando la possibilità) nel quartiere di via Padova dove c’è una forte concentrazione di immigrati (quartiere militarizzato per ordine di Maroni),pranzo e un’assemblea, indetta da Work, al pomerigio presso il Centro di Iniziativa Proletaria di Sesto S. Giovanni (via Magenta 88) insieme ai lavoratori di tutte le etnie e nazionalità, con le loro famiglie, per rilanciare in un luogo di resistenza proletaria (CIP) il percorso di ricomposizione di classe iniziato a Milano dopo Origgio. Se tale invito fosse accolto proponiamo che venga tradotto in più lingue e fatto girare negli ambiti lavorativi, nei mercati, nei centri di aggregazione, nelle maggior concentrazioni dei trasporti milanesi.

Milano 25-02-2009
Per i compagni di Work
Aldo Milani, Daniela Trollio, Francesco Rizzo, Marco Caccamo, Marco Sacchi, Michele Michelino

http://www.autprol.org/