08/05/2017: Basta con l'isolamento e gli abusi nel carcere di Opera


BASTA CON L'ISOLAMENTO E GLI ABUSI NEL CARCERE DI OPERA

Il carcere di Opera rinchiude oltre mille persone - di cui un centinaio sottoposte al regime di 41bis - e nel febbraio dello scorso anno, all’interno del carcere, ha preso vita una protesta contro le inaccettabili condizioni detentive.
L'iniziativa è stata intrapresa da 128 prigionieri del 1° Padiglione che hanno diffuso, all'interno del carcere e fuori, lo scritto “Dalla Cayenna di Opera” (riportato nel retro) in cui hanno espresso chiaramente cinque richieste, tuttora attuali dato che nessuna è stata finora presa in considerazione.
La direzione del carcere di Opera - per tentare di frenare la mobilitazione - ha chiuso in isolamento (art. 14 bis o.p., della durata massima di sei mesi ma “prorogabili”) coloro che considerava i promotori della protesta, utilizzato indistintamente la censura della posta, ostacolato i colloqui con i famigliari, deciso spostamenti interni o in altre carceri.
Nell'aprile dell'anno scorso, in sintonia con la mobilitazione dei prigionieri, c’è stata una giornata di comunicazione sotto il carcere che alle rivendicazioni contenute nello scritto collettivo, ha saputo unire la lotta contro il 41 bis. Questa lotta è oggi particolarmente incentrata nel voler far ritirare la circolare del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) che impedisce alle persone rinchiuse in 41bis di ricevere libri: i libri non possono più essere portati dai familiari al colloquio, né possono essere spediti per posta ma soltanto acquistati tramite l'amministrazione penitenziaria.
Sul finire di novembre la direzione del carcere ha rinchiuso in isolamento (con un provvedimento di 14 bis) Maurizio, uno dei detenuti che aveva protestato contro il trattamento inumano riservato ai detenuti disabili chiusi nella stessa sezione.
Maurizio, contro il suo isolamento, ha indirizzato un reclamo al giudice di sorveglianza che il 1° marzo 2017 è stato esaminato dal tribunale in camera di consiglio. Così la mattina del 1° marzo una decina di solidali, familiari ed amici hanno raggiunto l’aula fermandosi nel corridoio visto che queste udienze si svolgono a porte chiuse.
Maurizio è stato tradotto dal carcere di Opera al tribunale ma nonostante ciò non è stato portato in aula con la motivazione che “non può presenziare in quanto sottoposto al 14 bis”, così ha specificato la giudice Maria Grazia Moi all'avvocato che chiedeva spiegazioni sul ritardo dell'udienza. A Maurizio viene presentato dal capo-scorta del carcere, che si è occupato della sua traduzione, un foglio con scritto che il detenuto non ha diritto a presenziare all'udienza e che la sua presenza “era dovuta a un errore di trascrizione”.
Motivazioni false e pretestuose, in realtà alla giudice è bastata la parola di dirigenti di polizia e carabinieri, presenti in aula fin dall’inizio della mattina, affinché decidesse di non ascoltare Maurizio sulle cause del suo isolamento. Un monito che arriva direttamente dalla direzione del carcere di Opera che si dice “seriamente preoccupata” dall'approfondirsi della protesta.
“Sono arrivati a questo punto perché i loro crimini vogliono tenerli impuniti ed instaurare un clima di terrore tra i detenuti sottoposti al 14 bis, che lottano per i diritti di tutti/e”, così scrive Maurizio nella sua ultima lettera giunta la scorsa settimana, prima del suo trasferimento punitivo a Napoli Poggioreale.
Tocchiamo con mano ancora una volta la potente arroganza del DAP, coadiuvata da polizia e carabinieri, nell’imporre il proprio volere anche dentro le aule dei tribunali; basti pensare alla decisione della Consulta dello scorso 8 marzo sul divieto di ricevere libri in 41 bis, decisione che non lascia alcun dubbio in proposito.
Per comunicare a chi vuol sentire, per dare forza e realizzazione alle richieste dei prigionieri di Opera e per mettere fine all'isolamento di ogni tipo e grado:

MARTEDÌ 11 APRILE, DALLE ORE 9
PRESIDIO DAVANTI AL TRIBUNALE DI MILANO

Per contatti e info:
OLGa: olga2005@autistici.org – www.autprol.org/olga
Campagna “Pagine contro la tortura”: paginecontrolatortura.noblogs.org


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